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La libreria dell'armadillo racconta la storia di un  libraio e della sua libreria che rischia di chiudere.  A fare da filo conduttore della vicenda c'é un
libro fuori catalogo di Giovanni Arpino, "Randagio è l'eroe", contenente un biglietto del  superenalotto. Questo libro passa di mano in mano tra i protagonisti, scivolando via ogni volta  inesorabilmente. Artefici di questi movimenti, e coprotagonisti del romanzo, sono Tzu  Gambadilegno, un ragazzino cinese alto un metro e novanta che diventa amico del libraio, e  Francesca, una donna affascinante, lettrice, che riesce a sciogliere il cuore indurito del libraio. Il  libro mostra spesso scene "dal di dentro" del  negozio, facendo entrare il lettore nella  quotidianità del lavoro di libraio. Attraversato da  intensa ironia, ritratti fulminanti dei vari  personaggi che frequentano le librerie (scrittori,  lettori, clienti occasionali), "La libreria dell'armadillo" è un romanzo che con leggerezza vuole ragionare su temi importanti quali il futuro  del libro e di come si trasformerà la sua vendita.

 

Alberto Schiavone è nato a Torino nel 1980. Ex cameriere, autista, traduttore, libraio. Ex tante cose. Da più di dieci anni si occupa dei libri, e insiste tutt'ora. Nel 2009 ha esordito con il romanzo "La mischia", ricevendo ottime recensioni e finendo ne "I 100 nomi dello sport e non solo" di Gianni Mura per Repubblica. Ha traslocato ventidue volte, da quando è maggiorenne. Ma è un sedentario. Attualmente vive a Milano. Ha lavorato per Guanda, Rizzoli, Feltrinelli, Edizioni BD, Barbès, Apogeo, Gribaudo.

 



Ernesto Sábato,

Sopra eroi e tombe (Einaudi, 2009)


(Goffredo Fofi, “Internazionale”, 21 gennaio 2010) Nato nel 1911, vivente, argentino di Buenos Aires, Ernesto Sábato resterà nella storia della letteratura per questo romanzo, che fa parte di un ciclo di tre, ognuno dei quali può essere letto autonomamente.
Di formazione scientifica, dapprima comunista, vissuto a Parigi al tempo delle avanguardie, lettore di Dostoevskij e di Kafka, Sábato si è convinto ben presto che al cuore della sua vocazione non c’erano scienza o politica, ma la letteratura, il solo luogo dove possono incontrarsi realtà e immaginario, scienza e delirio, storia e utopia, angoscia e speranza. Non a caso fu Camus a farlo conoscere in Europa.
In questo capolavoro di inesauribili vitalità e fascino, compare di scorcio anche Borges, in una Buenos Aires dominato dal personaggio indimenticabile della giovane e allucinata Alexandra e dal padre Fernando, che crede di scoprire una cospirazione ideata dai ciechi (il capitolo centrale del romanzo è lui a scriverlo, esemplare di ogni comprensibile paranoia politica, e si chiama Rapporto sui ciechi). Controcanto di queste figure opposte e grandiose sono l’innamorato Martín, amante un po’ grigio, e Bruno, intellettuale un po’ fiacco. La tragedia esplode grandiosa e tremenda, in una Buenos Aires di enormi contraddizioni.
Sábato ha saputo davvero fare di questo romanzo, così come voleva, un’incandescente esplorazione dell’umano
 


Alain Antonietto e François Billard

Django Reinhardt. Il gigante del jazz tzigano

Arcana, 2010


Il gigante del jazz tzigano è la più completa e autorevole biografia del grande chitarrista che ha segnato in modo indelebile l'evoluzione del jazz europeo e americano del Novecento. Ritratto umano e professionale di un improvvisatore geniale, grande virtuoso, ammirato innovatore che nei suoi 43 anni di vita rivoluzionò la musica moderna, scrisse capolavori indimenticabili e collaborò con maestri come Duke Ellington e Coleman Hawkins. (Per il centenario della nascita -23 gennaio 1910. Precedente edizione nel 2003).


 


Georges Minois

Il libro maledetto. L'incredibile storia del
trattato dei tre profeti impostori

Rizzoli, 2010


Primo luglio 1239: Gregorio IX accusa l'imperatore Federico II di avere dichiarato che il mondo intero è stato ingannato da tre impostori, Gesù, Mose e Maometto. Poco dopo l'insinuazione del papa, si diffonde una voce ancora più inquietante: Federico II e il suo braccio destro, Pier delle Vigne, avrebbero scritto un trattato in latino, il "De tribus impostoribus", sostenendo questa tesi empia. Eppure nessuno ha visto il libro maledetto. E per secoli nessuno lo vedrà, anche se di volta in volta il manoscritto fantasma sarà attribuito a personaggi eterodossi da screditare: da Machiavelli a Ramo, da Bruno a Hobbes, dall'Aretino a Spinoza. Finché nel 1719, in Olanda, accade l'imprevedibile: il "Trattato dei tre impostori" viene stampato in francese. Ma un interrogativo grava sulla pubblicazione: è davvero l'opera di cui si parla dal Medioevo, o è una semplice truffa commerciale, un'impostura sull'impostura? Georges Minois scioglie questo e molti altri enigmi, ripercorrendo le tappe principali della vicenda complessa che da una calunnia ha portato alla nascita della "Bibbia dell'ateo". Un documento contraddittorio quanto misterioso che, per un curioso gioco della Storia, finisce con l'avere almeno un aspetto in comune con il Dio contro cui si scaglia: sulla sua natura, e sul mistero della sua esistenza, non si smette di interrogarsi.


 



Thomas S. Eliot

Il bosco sacro. Saggi sulla poesia e sulla critica

Bompiani, 2010


Scritti tra il 1917 e il 1920 i saggi che compongono "Il bosco sacro" sono la prima fondamentale affermazione di Eliot come critico e teorico. Incentrato sul concetto di "integrità della poesia", il volume rappresenta una vera e propria introduzione all'estetica eliotiana così come al suo mondo poetico. "La tradizione non è un patrimonio che si possa tranquillamente ereditare; chi vuole impossessarsene deve conquistarla con grande fatica." Impostato come confronto costante con l'individualità del poeta (tra gli altri, Swinburne, Rostand, Ben Jonson, Dante, Blake) e come storia della poesia quale esperienza collettiva, il pensiero critico di Eliot è volto a tessere le connessioni tra "senso storico" e "esistenza simultanea della letteratura". Punto di partenza per tutta la successiva produzione, "Il bosco sacro" è un testo fondamentale per conoscere l'opera di Eliot, ma anche una prova sorprendente del fascino della sua prosa.

 


Mascia Ferri

Le donne di Rousseau. Amanti, sesso e vizi del filosofo della Rivoluzione

Bonanno, 2010

Jean-Jacques Rousseau, uno dei più importanti filosofi della Rivoluzione che sconvolse la Francia di fine '700, ha raccontato i particolari piccanti e segreti della sua vita amorosa e sessuale in modo divertente e coinvolgente. Ma sono pagine spesso ignorate: proprio lui che al popolo voleva dare il suo spirito e la sua saggezza è stato confinato nelle aule d'accademia. Con questo libro Mascia Ferri porta al grande pubblico, attraverso una selezione delle pagine più intriganti dell'opera, gli episodi significativi della vita del noto francese. Così è proprio Rousseau a raccontare i rapporti con la madre adottiva, le molestie subite, l'esibizionismo, l'abbandono dei figli all'orfanotrofio, l'acquisto della bambina amante, gli incontri con le prostitute e le signore di corte.Il grande ispiratore del pensiero democratico non ebbe in vita i riconoscimenti intellettuali che oggi gli vengono accordati e, per la verità, neanche tutte le avventure femminili che gli sono attribuite. Parte delle sue disgrazie private dipesero da Voltaire che di gran lunga più intraprendente di lui riuscì ad accaparrarsi le signore dei migliori salotti di Parigi. Ma a Rousseau non mancarono le persecuzioni giudiziarie: frutto del suo pensiero poco conforme alle aspettative della Chiesa e anche delle ritorsioni delle dame che lo ospitarono. Le donne furono, comunque, sempre al centro della sua attenzione, sia quelle che poté possedere sia quelle sulle quali poté solo sperare, entrambe raccontate in questo libro dissacratore che fa scoprire tutto il Rousseau che pochi fanno leggere.

 





Richard Layman

Shadow man, vita di Dashiell Hammett. Con un inedito di Dashiell Hammett

Mondadori, 2010


Nel giro di poco tempo, tra gli anni Venti e Trenta, Dashiell Hammett ha modellato la lingua del genere hardboiled, creando romanzi, racconti e soprattutto personaggi entrati di diritto nella storia della letteratura poliziesca. La sua vicenda umana rivive in questa biografia: dalla giovinezza segnata dalla tisi e da una vita familiare tanto ingombrante quanto detestata, all'attività di investigatore per l'Agenzia Pinkerton; dalla formazione come autodidatta ai difficili esordi letterari, fino al giorno in cui, improvvisamente, Hammett si sveglia ricco, famoso e frastornato, corteggiato dall'establishment artistico e da Hollywood. E poi ancora la vita di sprechi e generosità esasperate, le donne e le sbronze collezionate con pari voracità, il blocco creativo, l'esperienza militare, la caccia alle streghe che lo colpisce, fino agli ultimi anni vissuti in povertà, solo e malato. Un testo nitido, preciso, capace di restituire nella passione del rigore lo specchio infranto del mito Hammett. Completa il volume il racconto "La battaglia delle Aleutine", scritto da Hammett insieme a Robert Colodny, sulla guerra combattuta nelle sperdute isole dell'Alaska contro i giapponesi nel 1942-'43.


 


Il Grande Airone - Il romanzo di Fausto Coppi

Giancarlo Governi

Castelvecchi

Si racconta di Fausto Coppi che ogni cosa, in lui, sembrava essere stata creata in funzione della bicicletta. Per questa ragione, negli attimi in cui lo sport lo restituiva alla vita civile obbligandolo a camminare con i suoi piedi e a indossare abiti normali, l'atleta appariva impacciato e goffo. Come se la quotidianità gli provocasse brividi di sofferenza, il grande corridore, lontano dalle corse, appariva simile a un airone: splendido in volo ma sgraziato e a disagio una volta costretto a toccare terra. Per questa ragione, vittoria dopo vittoria, Fausto Coppi conquistò insieme a cinque Giri d'Italia e a due Tour de France anche un soprannome capace di rievocare gloria e ingiuria al tempo stesso: è lui Il Grande airone a cui si rivolge Giancarlo Governi in un romanzo biografico di rara forza narrativa. E' lui, il Campionissimo, l'uomo ammirato per le imprese sportive ma poi gettato nel fango. Il tutto per colpa di un amore - quello per Giulia, la Dama Bianca - in grado di scandalizzare, insieme a tutta la società italiana, soprattutto chi dimenticava che Fausto Coppi "con le sue ali da gigante" non riusciva a camminare

 

 


LA GRAFOMANE

Sophie Buyse      Ed. La Lepre

Un amore morboso, paradossale, fatto di parole e di follia. Un’esplorazione senza limiti degli abissi più oscuri dell’animo umano, alla ricerca degli aspetti più nascosti del desiderio e delle passioni.
Lo scambio epistolare tra una giovane psicologa che vive a Venezia, ed un anziano professore di Bruxelles finisce per avvolgerli in una rete di fantasmi, fantasie, erotismo, e perversioni in un crescendo di sfide reciproche, in attesa di un incontro che viene continuamente rinviato.
Le lettere d’amore vivono, respirano, prendono corpo nel romanzo La Grafomane. Un terzo personaggio, dai tratti psicotici, incarna le ombre inconfessabili della protagonista, fino all’epilogo inatteso.
Il lettore è sommerso dal crescendo epistolare degli amanti, catturato dall’inchiostro, mentre la carta delle lettere finisce col diventare la sua stessa pelle. Un libro pieno di passione e di sensualità che unisce l’amore e la perversione, la follia e la creazione letteraria.

 


La regina d’Africa

Cecil Scott Forester
Fidenza (PR) 2009  € 16,00

La “Regina d’Africa” è una imbarcazione fluviale, vecchia, sbuffante e malandata che percorre i fiumi dell’Africa equatoriale. Il film di John Huston interpretato da Humphrey  Bogart e Katherine Hepburn è divenuto un cult: Cecil
Scott Forester è altrettanto celebre grazie al suo capolavoro incentrato sulla figura del capitano Hornblower. In questo scenario di singolari celebrità si colloca l’avventura della sorella di un missionario inglese che, allo scoppio della prima guerra mondiale, si trova sola e nemica straniera nella foresta del territorio coloniale tedesco. A venire in soccorso della donna è il ruvido e scorbutico macchinista Charlie Allnutt che giunge a bordo della sua “Regina d’Africa”. Rose Sayer tuttavia, non dimentica della sua nazionalità inglese, convince l’uomo, dapprima riluttante poi spinto fino all’ostinazione al compimento dell’opera, a tentare un’impresa disperata: affondare un incrociatore tedesco ancorato nel lago Wittelsbach. L’intreccio narrativo esprime tutta la vocazione marinara dell’autore, l’avventuroso viaggio lungo il fiume africano avviene tra improvvise difficoltà, timori e rischi che conferiscono alla storia una notevole tensione
emotiva. Il finale è rocambolesco ed ironicamente drammatico nel più puro stile foresteriano. Nell’insieme
l’opera offre un piacevole esempio di racconto d’avventura, intriso di romanticismo, ma svolto con realismo
cinematografico che lo rende gradevole alla lettura.

 


Era "My fair lady"il costante commento musicale durante il viaggio navale attraverso l’oceano per raggiungere gli Stati Uniti dove La Capria era stato invitato per un soggiorno studio nel 1957. Inizia così la descrizione del lungo viaggio dello scrittore napoletano e del suo amico Giovanni Urbani tra Harvard, New York, Boston, Ipswich e altro, con scoperte, sorprese, stupori e sorrisi. È la cronaca piacevole di un viaggio di formazione che lascia un segno indelebile nella mente di colui che di lì a poco sarebbe divenuto uno dei più significativi scrittori italiani del ‘900. Scritto in stile giornalistico, rapido e incisivo, il libro (67 pagine in tutto) costituisce un vero e proprio diario di viaggio, divertente e ricco di sfumature evocative, come l’accenno ad una New York intrisa di action painting che proprio in quegli anni viveva la sua stagione più fortunata con le opere di Jackson Pollok, o le memorie della prima immigrazione sulla east coast di Boston, i "drive in", le "funeral home", fino a Marilyn Monroe ed Henry Kissinger, il tutto percorso da citazioni letterarie da Eliot ad Arthur Miller che contribuiscono a restituire il clima di un’America ancora legata agli stilemi hemingwayani e faulkneriani.

Nottetempo    7,00