IL LIBRACCIO

www.libraccio.it

La storia del ‘Libraccio’ è una vicenda tipicamente milanese, perché solo a Milano esiste quel contesto, più che economico, direi culturale, che permette ad un’idea intelligente e socialmente utile di trasformarsi in realtà, quindi di sviluppare tutte le sue potenzialità, e, infine, di trovare quella efficienza organizzativa e pratica per realizzare un’impresa di successo, solida, invidiata, imitata. E’ successo un’infinità di volte (pensiamo, solo per restare al passato più recente, e, rimanendo nell’ambito di idee che hanno avuto a che fare con la carta stampata, al successo straordinario della rivista Secondamano, o della rubrica Smemoranda), e accadrà di nuovo un’infinità di volte in futuro.
Le librerie del Libraccio sono oggi diverse decine; sono diffuse non solo a Milano e in Lombardia, ma hanno già passato il Po e l’Appennino. L’idea vincente, all’origine di questo straordinario successo, è molto semplice: fornire un servizio agli studenti, tartassati dai costi superlativi dei testi scolastici. Si tratta di libri che, passato un anno, hanno per loro il valore della carta straccia, dovendoli sostituire con altri nuovi. Siamo nel 1976, e a qualcuno viene l’idea di proporre l’acquisto al 40% del prezzo di copertina di un vecchio libro scolastico, per poi rivenderlo al 50%. L’idea fa furori e viene aperto il primo negozio del Libraccio lungo l’Alzaia di del naviglio pavese, in via Corsico, un luogo totemico per le giovani generazioni in cerca di vita, di avventura, di strapazzi. Tuttavia, se ci fosse fermati alla compravendita di testi scolastici usati, il Libraccio sarebbe andato poco lontano. In breve tempo, diventa un centro capace di fornire testi anche nuovi, di acquistare e rivendere libri usati di ogni tipo; infine si trasforma in una libreria vera e propria con un settore libri nuovi molto ampio e ben selezionato. Si dota di insegne assolutamente riconoscibili e bell’impatto giovanilista, giacché il colore dominante ha la stessa sfumatura di verde della mitica Ninja della Kawasaki (per solito i colori delle insegne delle catene librarie più importanti sono il bianco e il rosso) e si impone all’universo giovanile (oggi si considerano giovani anche molti sessantenni) come la libreria fatta apposta per le sue esigenze. In effetti uno dei grandi meriti ascrivibili al Libraccio è quello di essere riuscito ad avvicinare alle librerie e ai libri tanti giovani che mai altrimenti si sarebbero sognati di entrare in una libreria.Da non trascurare l'ottimo servizio di libreria on-line che presenta, accanto alle novità, anche tanti libri tipo remainders o fuori catalogo a prezzi stracciati
Al momento attuale, ci sono a Milano ben sei librerie che montano l'insegna del Libraccio. Sono tutte ottime ed efficienti librerie capaci di fornire tutti i servizi di cui sopra. Ma, al di là del servizio, il fatto che rende queste librerie davvero uniche è il personale. Non si sa come, ma la direzione ha un fiuto speciale nel trovare giovani commessi che sono molto di più dei soliti commessi: hanno il piglio e il modo che tanto piace ai giovani, sono cordiali e comunicativi, ma, al tempo stesso, sono preparatissimi ed motivatissimi nel fare il loro lavoro. Forse, oltre al servizio, oltre all’insegne e allo stile giovanilista, la selezione del personale è l’altra determinante chiave del suo successo.

Via Corsico, 9; Via S. Tecla,5; Via Arconati 16; Via Solferino 22; Via Candiani 102; Viale Vitt. Veneto 22.

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