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La libreria
Largo Mahler, fondata ancora negli anni '70, da Luca Santini, è un
piccolo negozio affacciato sulla piazzetta in fondo a Corso San
Gottardo, una volta conosciuta come Montagnetta, là dove è situata
l'entrata dell'Auditorium di Milano.
I
suoi clienti sanno che il negozio è piccolo, molto piccolo. Una
buona scelta di libri e cd compare pur sempre sui suoi scaffali, ma
se quello richiesto non c'è, in brevissimo tempo viene procurato.
Infatti i clienti sanno che il suo titolare si farà in quattro per
procurare tutto ciò che cercano, anche se fosse il libro di poesie
di una piccola casa editrice abruzzese o il cd autoprodotto di un
gruppo folcloristico bergamasco.
In questi primi cinque anni di attività ha visto aumentare
notevolmente il numero di 'amici' che l'hanno preferita per
l'impegno, la competenza, il consiglio, il sorriso, che lì sono
certi di trovare. Grazie al lavoro svolto in collaborazione con le
realtà culturali del quartiere, dalle scuole alle biblioteche,
dall'Orchestra Verdi alle compagnie di teatro, alle riviste come
Milanosud, la libreria è diventata una presenza importante per la
zona.
Del resto tutti i piccoli negozi svolgono un'importante funzione
sociale, che è indispensabile perché la città mantenga connotati più
umani. La gente del quartiere, soprattutto la più sola, vi entra
anche solo per scambiare quattro chiacchiere o addirittura anche
solo per ricevere un saluto.
Purtroppo la tendenza è che molte piccole attività non riescono a
resistere, sopraffatte da affitti eccessivi e da una difficile
contingenza economica generale. La concorrenza dei colossi
commerciali è ardua da contrastare con le semplici armi della
simpatia e del servizio al cliente.
La situazione delle librerie indipendenti va inoltre inserita in un
quadro generale del mercato del libro, sempre più in difficoltà.
Gli italiani, e anche i milanesi, si sa, leggono poco. Le ultime
statistiche confermano che più del cinquanta per cento della
popolazione non legge. E di quell'altra metà, i lettori forti,
quelli che leggono in media almeno un libro al mese, sono solo il
dieci per cento.
I libro costano, anche molto, e per molti costa anche tanta fatica
leggerli. Per ridurre i prezzi, per far capire la bellezza e
l'utilità della lettura, per ottimizzare i rapporti tra i vari
operatori del mondo dell'editoria, ci sarebbe bisogno di una seria
legge sul libro come esiste in diversi paesi europei, con regole
precise che, tra l'altro, aiutino a sostenere le librerie di
quartiere.
La bella esperienza della libreria Largo Mahler rischia di esaurirsi
in tempi brevi. Cosa si può fare per sostenere questa come altre
piccole attività della nostra zona?
Dovremo abituarci a convivere con la sola e impersonale grande
distribuzione?
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